Lavaggio del cervello

Questo Governo non ha ancora fatto niente, se non promettere il necessario bastone e la sacrosanta carota. Eppure cresce il consenso secondo un sondaggio effettuato per conto di Repubblica. Questo è ciò che riporta oggi il sito ANSA: “Cresce il consenso per Silvio Berlusconi e per il suo governo, che incassa la fiducia della maggioranza assoluta dei cittadini (55%). Tra i ministri, Tremonti balza in testa con il 62%, superando di un soffio (61%) la coppia formata da Frattini e Brunetta: quest’ultimo cresce di ben 16 punti nell’ultimo mese. E’ quanto emerge dal sondaggio che Ipr Marketing ha effettuato per conto di Repubblica.it. La rilevazione è stata realizzata intervistando un campione di 1.000 italiani rappresentativo per età, sesso ed area di residenza della popolazione maggiorenne residente. La maggioranza assoluta (59%) degli italiani ha molta o abbastanza fiducia nell’azione di Silvio Berlusconi come primo ministro. Il consenso verso il presidente del Consiglio è cresciuto di sei punti rispetto al mese scorso; e riscuotendo una fiducia vicina al 60%, il premier riceve consenso anche da una parte di elettorato che non ha votato il suo schieramento alle scorse elezioni politiche.

Qual è il motivo di tutto ciò? La percezione. Tutto si basa sulla percezione, perchè di cose fatte per il momento (soprattutto per una questione di tempo) non ce ne sono (a parte il tentato decreto “salva Rete4″), ci sono invece molte proposte, belle o brutte che siano. Ecco quindi dove sta il punto: come si crea la percezione che tutto vada bene o che tutto vada male? In parte dalla vita reale, cioè ciò che uno vive sulla propria pelle: una famiglia che non riesce ad arrivare al 30 del mese, percepisce che i soldi non bastano; chi si sveglia con la spazzatura sotto casa percepisce che qualcuno non è passato a ritirarla; chi viene aggredito da un rumeno percepisce che i tutti i rumeni sono pericolosi e così via… Tuttavia non tutti gli italiani vivono direttamente queste esperienze, ma la percezione rimane la stessa e la percezione ci arriva da ciò che vediamo e ascoltiamo, cioè da TV e giornali. Tutto ci viene rivenduto come aria nuova: il governo decisionista che affronta le emergenze con scelte impopolari ma necessarie per il bene dei cittadini; l’opposizione che, mostrando grande “senso di responsabilità”, appoggia il governo per le “questioni di interesse nazionale”. Fateci caso, in TV non si vede più un volto della cosiddetta sinistra radicale: un po’ forse sono scomparsi dalla vergogna e un po’ non rientrano nel carosello politico che i TG RAI sono costretti a mostrarci. Non ho mai dato un voto a sinistra, eppure queste persone mi mancano e la cosa mi preoccupa anche un tantino. I TG di oggi sono una passerella di politici del PdL che sparano stronzate riportate sui titoli di prima pagina per poi correggersi il giorno dopo in un trafiletto, seguiti solitamente da un politico (al massimo due) del PD che (sempre molto cortesemente) espongono la loro necessità di fare “riforme condivise”. Il teatrino si conclude con una dichiarazione di Di Pietro o Donadi, sempre che si parli di Rete4 (che viene rivenduto come un argomento secondario) altrimenti anche di loro non se ne vede neppure l’ombra se non ad Anno Zero. L’UDC è scomparso, ma parla il Papa (o chi per lui) tutti i giorni e quindi loro sono sempre molto presenti anche se non ce ne accorgiamo. Ecco quindi che ci rincoglioniscono di emergenze e di soluzioni a tale emergenze: per l’energia c’è il nucleare, per la spazzatura ci sono l’esercito e gli inceneritori, per il Sud c’è il Ponte sullo Stretto, per gli immigrati c’è il reato di clandestinità, per la privacy dei cittadini c’è la limitazione delle intercettazioni e così via… la cosa bella è che lette e sentite a caldo sono tutte soluzioni che fanno presa, che convincono nell’immediato e limitandosi ad un’analisi superficiale, anche in questo caso, di percezione direi, ma per ognuna di esse c’è sempre un ostacolo che le rende inattuabili e per le quali si dovranno per forza di cosa fare dei passi indietro; oppure c’è un motivo economico che farà percorrere la scellerata soluzione per guadagnarci ma senza arrivare alla fine; oppure c’è un motivo politico e, per quest’ultimo caso, non solo sarà percorsa la soluzione, ma il problema verrà risolto per salvare il didietro a chi ha deciso la soluzione stessa.

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