La serietà di un giornale si vede soprattutto dai titoli di prima pagina. La serietà de Il Giornale, gloriosa testata fondata da Indro Montanelli, si è via via esaurita dal momento in cui passò nelle mani di Silvio Berlusconi e soprattutto nel momento in cui questo decise di entrare in politica per salvare capre e cavoli (i suoi). Montanelli scappò di lì a poco. Il massimo splendore nel suo ruolo di nuovo Istituto Luce mussoliniano in questa terribile terza alba berlusconiana, si sta rivelando durante la presidenza di Mario Giordano, diligente lacchè di professione (di quelli che, poichè pagati, parlano bene del Padrone prima ancora che questo lo richieda). Le sue imprese più importanti sono quelle offerte nella “memorabile” trasmissione l’Alieno (soprattutto ricordata per l’imitazione offertaci da Fabio De Luigi), per non parlare dell’alto livello raggiunto dal suo “Studio Aperto”, forse ancor peggio di quello attuale. Ebbene oggi il Giornale, sull’onda della nevicata che ha assalito Milano nella giornata di ieri, ha aperto con un titolo a tutta pagina (seguito da circa 4 pagine di commenti successivi), cercando di dimostrare (più o meno direttamente) come l’ondata di gelo (quantomeno prevedibile, visto che siamo in pieno inverno) era la prova tanto attesa dell’infondatezza delle teorie del “global warming”. Al di là della critica prettamente ambientalista (che potete trovare esaurientemente riportata su questo link), vale la pena di andare a leggere l’”illuminato” articolo di uno dei fenomeni che bazzicano la redazione de Il Giornale. Il tizio si chiama Paolo Granzotto e l’articolo è disponibile on-line sul sito del giornale, tragicamente gratis, ovvero tragicamente accessibile a tutti. La cosa angosciante è che questi soggetti (chi scrive, chi rilegge e chi li paga per farlo), oggi scambiano il “Meteo” con il “Clima”, domani un “Mafioso” con un “Eroe” e dopodomani fanno qualcosa di ancor più grave. E la cosa ancora più angosciante è che questo “atteggiamento”, che almeno ci piacerebbe fosse involontario, è assolutamente voluto e deliberato e il bersaglio sono gli ignoranti lettori di questo quotidiano di Propaganda, che ingurgitano notizie cucinate apposta per loro da chi li conosce benissimo.
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Fischi e fiaschi
Posted in Energia e dintorni, Informazione on 8 Gennaio 2009 by vasodipandoraVendesi Premiato Inceneritore
Posted in Energia e dintorni con i tag meccanico-biologico, rifiuti on 30 Giugno 2008 by vasodipandora
La zona di Brescia pare che sia una delle più inquinate, lo dichiara Noviello, primo ricercatore del CNR di Roma e lo riporta un’agenzia ANSA di oggi. Spero che qualcuno lo smentisca quanto prima, magari portando pure delle prove contrarie a quelle del CNR. Il fatto, che viene descritto nell’agenzia, è questo: Brescia avrebbe proposto di vendere l’intero impianto a Napoli, si parla di una cifra di 25 milioni di euro, cioè inferiore a quella che servirebbe per costruirne uno nuovo (quello di Acerra). Un affare insomma. Se non fosse che “quell’impianto sta inquinando l’intera Lombardia. A Brescia non c’é un solo allevamento di bovini che sia senza diossina.” Pare che i disastri ambientali causati dall’inceneritore bresciano siano documentati a fondo e che sia intervenuta pure la commissione europea. Noviello dice: “Quell’impianto ha vinto un premio, certo. Ma nel comitato scientifico di chi gli ha dato il premio c’é una delle aziende che ha fatto l’impianto.” Purtroppo di questa storia ne sapremo poco o nulla e, nel caso invece se ne venisse a sapere qualcosa, qualcuno si affretterà a dire che Noviello è un ricercatore da 4 soldi e fine della storia. Ci sono ovviamente delle soluzioni alternative: una è quella di deconcentrare impianti così grossi in modo che diminuisca anche l’accumulo di diossina nelle aree circostanti. Ovvio che poi ci sono anche le vere alternative all’incenerimento (o “termovalorizzazione”), come ad esempio la trasformazione meccanico-biologica, ma questa strada, si sa, è la più semplice, economica e sana, ma fa guadagnare poco, quindi viene poco pubblicizzata. A Napoli tuttavia stanno iniziando: la differenziata “porta a porta” parte dal quartiere dei Colli Aminei con l’idea poi di coprire le zone di Chiaiano, Bagnoli e Pianura. E questa è una bella notizia.
Bertolaso è mai stato a Vedelago?
Posted in Energia e dintorni con i tag Bertolaso, meccanico-biologico, rifiuti, Vedelago on 19 Giugno 2008 by vasodipandoraANSA riporta una dichiarazione del sottosegretario Bertolaso che è intervenuto alla Camera a nome del governo nell’ambito della discussione sul decreto sull’emergenza rifiuti in Campania: “In Campania quattro termovalorizzatori non sono troppo, sono il minimo indispensabile per uscire dall’emergenza perché, come è noto, ci sono stoccate 5 milioni di ecoballe di cui non sappiamo che fare e l’unico modo per togliere questa vergognosa presenza è bruciarle e se usiamo un solo termovalorizzatore non saranno sufficienti 15 anni per farlo.“
Ma lo sa Bertolaso quanto ci vuole (di tempo e soldi) per costruire e mettere in funzione un “termovalorizzatore”? Certo che lo sa. Ma c’è un forte interesse affinchè si costruiscano. Pure Veronesi settimane fa si è mobilitato, forse inconsciamente spinto da almeno uno degli sponsor della sua Fondazione, uno sponsor che è uno dei più grandi costruttori di temovalorizzatori in Europa.
Se invece uno facesse una semplice ricerca su Google dell’espressione “Trattamento meccanico-biologico”, potrebbe scoprire cose interessanti, argomenti di cui si dovrebbero riempire trasmissioni e TG interi.
A Napoli, ad esempio, non si parlerebbe più della necessità di costruire 4 termovalorizzatori, bensì staremmo pensando alla progettazione di impianti come quelli del Centro Riciclo Vedelago (TV) per il quale bastano 3 anni con un investimento di soli 5 milioni. In Sardegna (per fare un esempio) lo hanno capito e una quindicina “comuni virtuosi” stanno imitando questo modello. Si parla di impianti che non bruciano (quindi che non producono nanoparticelle) ma che, al contrario, sono in grado di rendere riutilizzabile circa il 99% del rifiuto conferito, derivante sia dalla raccolta differenziata residenziale porta a porta sia rifiuti industriali di commercianti ed artigiani.
Se vuoi vedere l’intervista alla dott.sa Carla Poli del Centro Riciclo Vedelago, clicca sul video qui sotto
L’erba del vicino…
Posted in Energia e dintorni con i tag Krsko, Nucleare on 5 Giugno 2008 by vasodipandora
…è sempre più verde… e quella Slovena ieri avrebbe potuto essere molto molto più verde.
Le motivazioni più comuni e ingenue di chi pensa ad un ritorno al nucleare in Italia, e mi riferisco ai non esperti, sono generalmente due: 1) ce l’hanno tutti intorno a noi, tanto vale costruire centrali anche in Italia; 2) da noi l’energia elettrica costa tanto, torniamo al nucleare così la paghiamo meno. Chi sostiene questo secondo punto, spesso critica anche l’ipocrisia di chi non vuole il nucleare ma si ritrova poi, per forza di cose, ad usare l’energia francese e svizzera, acquistata dall’Italia e originata comunque dalla tecnologia nucleare.
Partiamo però dalla cronaca: alle ore 15:00 di mercoledì 4 Giugno (ieri), a Krsko, impronunciabile località slovena a 130 Km da Trieste, si sono avvicinati a quello che poteva essere un incidente nucleare. In sostanza è fuoriuscita acqua di raffreddamento dal reattore, in seguito alla quale non sono state riscontrate fughe radioattive. Il reattore tuttavia è stato spento per motivi precauzionali. L’IAEA (Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica) è stata allertata dalla Slovenia alle 18:20 ora italiana. La centrale di Krsko è stata costruita da un consorzio americano e viene cogestita da Slovenia e Croazia. Il reattore è di seconda generazione, del 1991, ed è a doppio circuito ad acqua pressurizzata.
Ora, chi è a favore del nucleare porterà questo scampato incidente come esempio di funzionalità dei sistemi di sicurezza. L’APAT (Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e per i servizi Tecnici) conferma che “l’incidente non ha riguardato emissioni nell’ambiente circostante di materiale radioattivo, ma si è trattato di una rottura dell’impianto di raffreddamento ad acqua del nucleo produttivo, con versamento dell’apposito liquido contaminato nella vasca esteriore al nucleo appositamente destinata. La vasca ha assorbito completamente il liquido di raffreddamento contaminato, senza alcuna emissione nell’ambiente esterno.“
In seguito a queste rassicurazioni, il nostro Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali dichiara: ”Nessun rischio di contaminazione nucleare nel nostro Paese.”
Cosa fa nel frattempo il comune cittadino? Beh… al solo pensiero di ciò che avrebbe potuto essere, come minimo salta sulla seggiola. O, almeno, questa è stata la mia reazione. Del resto la fuga radioattiva è subdola, non ha odore, non si vede, non si sente, tanto quanto gli interessi che ruotano attorno al nucleare.
Forse diffido troppo della classe di affaristi travestiti da politici che affollano i nostri palazzi del potere e che ci rivendono le loro idee come risolutive per i nostri problemi. Tutto, insomma, è fatto per il bene del cittadino. Alla fine però ci sono sempre altri motivi che giustificano le scelte (o le non-scelte) che vengono effettuate. Citando una frase del film Apollo 13: “È di sicuro un gas di qualche tipo… è certamente ossigeno.“, noi potremmo tranquillamente dire: “E’ di sicuro un motivo di qualche tipo… è certamente il denaro.”
Analizziamo intanto i due punti sollevati dal comune cittadino difensore del nucleare. Iniziamo intanto ad escludere uno dei due punti, il secondo: pagare meno l’energia. In realtà in un paese come l’Italia, anche supponendo che domani sia pronta e funzionante una centrale nucleare, nessun cittadino avrà un solo centesimo di risparmio in bolletta, se non gli abitanti della comunità che ospita la centrale. Questo non me lo invento io, ce lo ha appena detto (seppur indirettamente) il luminoso (perchè altamente radioattivo) Ministro Scajola. Insomma, questa proposta è la chiara prova di quale sarebbe la politica dello “sgonfiamento” delle bollette: l’energia costa meno solo per le comunità che ospitano la centrale, quindi, per esclusione, ci immaginiamo bollette costanti per tutte le altre comunità che, convenzionalmente, chiamerò “non esemplari”. Poi dovremmo chiederci: se la comunità adiacente al comune “nucleare”, vuole fare l’irresponsabile e rimanere sfacciatamente “denuclearizzato”, come ce la caviamo?
Giusto per farla complicata, torniamo al punto uno: le centrali sono intorno a noi, tanto vale costruirle anche qui. Beh… sono egoisticamente onesto, preferisco un incidente nucleare a Krsko o al di là delle Alpi, piuttosto che nel cuore della penisola. E non è vero che è lo stesso. Andatevi a guardare le foto di cosa è Chernobyl 22 anni dopo (basta fare una ricerca su Google Immagini) e confrontatele con i giardinetti intorno a casa vostra.
Pensiamo poi ai probabili siti nucleari italiani: scartiamo immediatamente le regioni sismiche, a meno che non vogliano fare centrali nucleari sull’Etna, in Calabria, Basilicata, Molise, Puglia, sul Vesuvio, in Umbria, in Toscana, in Emilia, nel Carso, o sui pendii liguri. Questa lista fa decadere la geniale proposta di chi vorrebbe una centrale per regione, cioè quella del luminoso (anche lui per alta radioattività) onorevole Casini. Qualcuno dirà che se il Giappone sismico costruisce centrali, allora le possiamo fare pure noi. Ebbene, pure il Giappone ha avuto il suo incidente e senza neppure bisogno di un terremoto, è bastato un errore umano. Sarò poco patriottico, ma se l’errore umano può avvenire in Giappone, il paese dove i treni sono puntuali al secondo, credo possa avvenire pure nella nostra Italia. Insomma, alla fine non è che andranno a cercare una delle poche regioni italiane a rischio sismico zero, la Sardegna, e ci costruiranno un paio di centrali? Sarebbe un controsenso per l’unica regione energeticamente indipendente dalla rete nazionale, ma alla fine vedrei proprio bene un bell’impianto nucleare tra villa Certosa e Cala di Volpe!
Concludo riportando qualche dato ufficiale e analizzando il perchè è ritornata di moda la centrale nucleare nel giardino di casa nostra. Partiamo dal primo punto: secondo le stime ufficiali USA, l’elettricità da nucleare è la fonte più costosa e senza gli aiuti pubblici il settore nucleare andrebbe in crisi. Giuseppe Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace in Italia dice: “Invece di continuare a perdere tempo sul nucleare, è necessario rendere più facile il percorso autorizzativo delle fonti rinnovabili e lanciare un piano nazionale per l’efficienza energetica. Come dimostra il rapporto elaborato dal Politecnico di Milano per Greenpeace l’efficienza può dare a costi inferiori a quelli di produzione l’equivalente di 15 centrali entro il 2020: è questa e non il nucleare la strada giusta.“
Infine il secondo punto: perchè il nucleare è tornato di moda? Beh… per puri interessi economici, ad esempio dell’industria francese. Areva, ad esempio, un’azienda pubblica all’87% è alla ricerca di nuovi mercati e il colosso francese EDF è uno dei gruppi che controllano Edison. Edison appunto, quindi che dire… bentornati in Italia signori…!! Chi fosse curioso di ricostruire la mappa del potere che ruota intorno ad Edison, può cliccare su questo link.
Beata Sassonia
Posted in Energia e dintorni con i tag Chiaiano, Impregilo, rifiuti on 28 Maggio 2008 by vasodipandora
E’ incredibile la quantità di bugie con cui siamo martellati dalla TV. Ci sono molte cose della cosiddetta “crisi” della spazzatura campana che fanno storcere il naso (e quando si parla di spazzatura l’immagine è ancora più calzante). Nonostante questa “crisi” duri da anni, il problema è ritornato sotto la luce dei riflettori durante la campagna elettorale. La destra berlusconiana ha cavalcato la situazione per sottolineare la fallimentare amministrazione campana di centro-sinistra. Il centro-sinistra ha brillantemente “risposto” lasciando al suo posto almeno due dei responsabili più recenti di questa catastrofe: Bassolino e la Jervolino. Parlo di responsabili recenti, ma in fondo anche dei più famosi, perchè la situazione campana è, in realtà, figlia di tante mamme. Durante e dopo la campagna elettorale, i media si sono poi concentrati sulle rivolte della popolazione, confondendo spesso la disperazione di comuni e onesti cittadini che difendono il proprio territorio, con il termine generale di “camorristi”. Alla fine è anche possibile che ci siano state delle situazioni di caos in cui la malavita si è infiltrata, ma poi mi chiedo: vorrei una discarica a meno di 1 Km da casa mia (a Chiaiano la situazione è questa)? E l’unica risposta che riesco a darmi è: no. Ha ragione il Capo dello Stato quando dice che si dovrebbero limitare i territorialismi, ma se la discarica fosse a 1 Km da casa sua direbbe la stessa cosa? Il fatto è che per chiedere un sacrificio qualsiasi ad un comune cittadino, bisognerebbe trovarsi in una posizione top-ranking della classifica dell’etica; e stavolta non parlo di Napolitano. Un parlamento e una classe politica come la nostra non ha libertà di accesso sul pulpito della predica, tuttavia ogni giorno vediamo un oligarca di Montecitorio o un lacchè di Palazzo Chigi che ci dice cosa vogliono gli Italiani, quali sono le nostre priorità e quali sono i sacrifici che dobbiamo fare. Alla fine però ci sono delle cose vere: 1) quella spazzatura in qualche modo va tolta; 2) i problemi di Pianura, sono diventati quelli di Chiaiano e tra breve diventeranno quelli di un altro paese a 1 Km da un altro potenziale sito di discarica… Quindi: come risolvere il problema? Non lo so. Vorrei che fosse chi governa questo paese a darmi la risposta. Però vorrei anche che mi raccontasse la verità, il vero cuore del problema e invece non è così. La parola “termovalorizzatore” è stata una delle più inflazionate degli ultimi mesi, in tv si sono visti “esperti” tecnici-professori-zerbini tessere lodi a questa “tecnologia”, si sono visti politici gridare allo scandalo perchè il fatto che in Italia (e in Campania in particolare) non ci fossero abbastanza inceneritori, pardon, termovalorizzatori, sta costringendo l’Italia a spedire i rifiuti in Germania, con costi altissimi, perchè lì, in Germania, lì sì che sono intelligenti, lì amano i termovalorizzatori e non vedono l’ora di prendere la nostra spazzatura. Ebbene, la Germania già da settimane non riceve più la nostra spazzatura e in più oggi ho letto una cosa sconcertante. Ecco cosa ha dichiarato la portavoce del ministero dell’Ambiente della Sassonia:
“I rifiuti non sono stati bruciati negli inceneritori, sono stati separati i rifiuti organici da quelli solidi, che diventeranno materie prime secondarie, una parte minore è stata trattata in un impianto meccanico-biologico e verrà venduto alle industrie”.
Al di là di ciò che non ci è stato raccontato, questo cosa vuol dire? Che la Germania ha usato la nostra spazzatura per creare materie prime secondarie (pastica, metallo, carta) che poi ci rivende (nell’ordine di 2 milioni di tonnellate all’anno), guadagnandoci due volte! Uno si chiede: ma non lo potevamo fare noi?!? No, e c’è un perchè. La risposta è nell’immagine che accompagna questo post. Sul blog di Grillo oggi, tra le altre, compariva questa frase:
“L’emergenza rifiuti è un business, scoprite chi ci guadagna e avrete trovato la soluzione del problema. Per esempio, ma solo per esempio, chi è l’azionista principale dell’Impregilo? A chi appartiene la discarica di Chiaiano?”
Nella prima domanda è contenuta la risposta alla seconda e per quanto riguarda la prima… la Impregilo è una multinazionale che comprende il top degli imprenditori italiani, tra cui Fiat, Romiti, Ligresti, Mediobanca, Benetton e altri… tra l’altro è la stessa multinazionale che “costruirà” il fantasmagorico Ponte sullo Stretto… e, statene sicuri, “verranno da tutto il mondo per ammirarlo” (cit.)!!
Ad ogni modo, concludendo e ritornando alla questione, in sostanza, è come il virus e l’antivirus: chi genera il primo, viene poi pagato per debellarlo… ma forse per maggiori approfondimenti su come Impregilo ha operato in Campania è meglio che leggiate l’articolo di Carlo Bonini cliccando qui
