L’Italia è una repubblica parlamentare e, in quanto tale, una democrazia indiretta; cioè una democrazia nella quale il potere è esercitato dai rappresentanti eletti dal popolo: il Parlamento. No, allora mi correggo, l’Italia non è una democrazia indiretta, perchè i rappresentanti che occupano ora il Parlamento non sono stati eletti da noi. Noi abbiamo apposto una croce sul simbolo di un partito in una scheda elettorale e i candidati sono stati scelti dai partiti ed inseriti in liste precotte. Quindi, cosa è l’Italia? Non è neppure una democrazia diretta, quella cioè in cui il potere è esercitato direttamente dal popolo, come avveniva nell’antica Grecia quando i cittadini si riunivano nell’agorà o come funziona più o meno nell’attuale Svizzera. Forse la vera definizione di questa nostra Italia è: oligarchia. Secondo Aristotele, l’oligarchia è la forma degenerata dell’aristocrazia, è il sistema di governo di un gruppo ristretto di persone. Ci sono molti punti in comune tra la definizione di oligarchia e quello che si sta vivendo negli ultimi anni in Italia, ma anche in altre nazioni, come in Russia ad esempio. Nell’antica Grecia, il termine oligarchia indicava il governo di una classe scelta in base allo stato sociale di una persona dato dalle sue ricchezze (oggi abbiamo una Casta politica che inserisce nelle liste elettorali parenti, amici, protetti e protettori). Aristotele considerava l’oligarchia una degenerata forma di governo per diversi motivi: perché i pochi al potere lo esercitano indebitamente; perchè non ne hanno il diritto (torna: i nostri politici non sono scelti dal popolo); perchè lo fanno violando le leggi (torna: ci sono molti condannati in Parlamento) o perchè lo esercitano favorendo gli interessi dei pochi a scapito di quelli della comunità (torna: conflitto di interessi, proposta di legge su intercettazioni, etc.), al contrario (in quest’ultimo caso) di ciò che avviene in un’aristocrazia. Eh sì… proprio troppi punti in comune.

