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Come Pinocchio e Lucignolo. Berlusconi giura sui figli la sua trasparenza, autoconvincendosi delle panzane che racconta agli italiani sin dal 1994. Nel frattempo spedisce in TV i suoi lacchè che mentono sapendo di mentire.
In un trafilettino sul sito ANSA, c’è una dichiarazione del Presidente dell’ANM (Associazione Nazionale Magistrati), Luca Palamara: “La spesa per le intercettazioni è stata drasticamente abbattuta ed è passata da 108 euro al giorno a 5 euro per ogni utenza intercettata: quello delle spese delle captazioni è un finto problema“. L’ANM aggiunge anche che “la Procura di Roma ha avviato una sperimentazione, ormai conclusa, per ridurre i costi delle intercettazioni. Il progetto è partito dal 2001 e i risultati sono stati consegnati al Ministero della Giustizia quando ancora c’era il ministro Mastella. Abbiamo abbattuto i costi del gestore e i risultati raggiunti a Roma sono esportabili in tutte le altre procure e dimostrano che la polemica sui costi delle intercettazioni è pretestuosa.“
Immagino che poter ascoltare una precisazione del genere in uno dei gazzettini televisivi (TG) che ci propinano tutti i giorni sia chiedere troppo; è molto meglio essere aggiornati sulle nozze tra Briatore e la Gregoraci.
Il Ministro degli Esteri, Frattini, a Parigi dice che l’Italia, per i prossimi tre anni fino al 2011 aumenterà il suo impegno in Afghanistan, portandolo a 50 milioni l’anno. La Francia invece raddoppierà l’aiuto, per un totale di 107 milioni di euro nel periodo 2008-2010. Quindi meno di noi. Siamo degli inguaribili sboroni. Sarà che navighiamo nell’oro e che riusciamo a risparmiare sulle spese inutili, come sui 200 milioni necessari alla magistratura per le intercettazioni e per cercare di garantire la tanto predicata sicurezza di questo paese. Nel frattempo contribuiremo maggiormente ad esportare all’estero la Democrazia (sarà mica per quello che qui non ne abbiamo quasi più?), ovvero siamo un po’ sboroni anche con il nostro esercito, visto che Condy Rice ha espresso “grande soddisfazione” per la “maggiore flessibilità di impiego delle truppe italiane” in Afghanistan. Tradotto in parole povere, l’Italia si è dichiarata favorevole ad intervenire con maggior rapidità (meno di 48 ore) nel caso gli eserciti alleati, che stanno facendo guerra nel sud dell’Afghanistan, richiedano il nostro aiuto. Cioè ci avviciniamo al fronte di guerra, ma diciamolo poco poco e piano piano.