Archivio per Krsko

L’erba del vicino…

Posted in Energia e dintorni con i tag , on 5 Giugno 2008 by vasodipandora

…è sempre più verde… e quella Slovena ieri avrebbe potuto essere molto molto più verde.

Le motivazioni più comuni e ingenue di chi pensa ad un ritorno al nucleare in Italia, e mi riferisco ai non esperti, sono generalmente due: 1) ce l’hanno tutti intorno a noi, tanto vale costruire centrali anche in Italia; 2) da noi l’energia elettrica costa tanto, torniamo al nucleare così la paghiamo meno. Chi sostiene questo secondo punto, spesso critica anche l’ipocrisia di chi non vuole il nucleare ma si ritrova poi, per forza di cose, ad usare l’energia francese e svizzera, acquistata dall’Italia e originata comunque dalla tecnologia nucleare.

Partiamo però dalla cronaca: alle ore 15:00 di mercoledì 4 Giugno (ieri), a Krsko, impronunciabile località slovena a 130 Km da Trieste, si sono avvicinati a quello che poteva essere un incidente nucleare. In sostanza è fuoriuscita acqua di raffreddamento dal reattore, in seguito alla quale non sono state riscontrate fughe radioattive. Il reattore tuttavia è stato spento per motivi precauzionali. L’IAEA (Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica) è stata allertata dalla Slovenia alle 18:20 ora italiana. La centrale di Krsko è stata costruita da un consorzio americano e viene cogestita da Slovenia e Croazia. Il reattore è di seconda generazione, del 1991, ed è a doppio circuito ad acqua pressurizzata.

Ora, chi è a favore del nucleare porterà questo scampato incidente come esempio di funzionalità dei sistemi di sicurezza. L’APAT (Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e per i servizi Tecnici) conferma che “l’incidente non ha riguardato emissioni nell’ambiente circostante di materiale radioattivo, ma si è trattato di una rottura dell’impianto di raffreddamento ad acqua del nucleo produttivo, con versamento dell’apposito liquido contaminato nella vasca esteriore al nucleo appositamente destinata. La vasca ha assorbito completamente il liquido di raffreddamento contaminato, senza alcuna emissione nell’ambiente esterno.

In seguito a queste rassicurazioni, il nostro Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali dichiara: ”Nessun rischio di contaminazione nucleare nel nostro Paese.

Cosa fa nel frattempo il comune cittadino? Beh… al solo pensiero di ciò che avrebbe potuto essere, come minimo salta sulla seggiola. O, almeno, questa è stata la mia reazione. Del resto la fuga radioattiva è subdola, non ha odore, non si vede, non si sente, tanto quanto gli interessi che ruotano attorno al nucleare.

Forse diffido troppo della classe di affaristi travestiti da politici che affollano i nostri palazzi del potere e che ci rivendono le loro idee come risolutive per i nostri problemi. Tutto, insomma, è fatto per il bene del cittadino. Alla fine però ci sono sempre altri motivi che giustificano le scelte (o le non-scelte) che vengono effettuate. Citando una frase del film Apollo 13: “È di sicuro un gas di qualche tipo… è certamente ossigeno.“, noi potremmo tranquillamente dire: “E’ di sicuro un motivo di qualche tipo… è certamente il denaro.”

Analizziamo intanto i due punti sollevati dal comune cittadino difensore del nucleare. Iniziamo intanto ad escludere uno dei due punti, il secondo: pagare meno l’energia. In realtà in un paese come l’Italia, anche supponendo che domani sia pronta e funzionante una centrale nucleare, nessun cittadino avrà un solo centesimo di risparmio in bolletta, se non gli abitanti della comunità che ospita la centrale. Questo non me lo invento io, ce lo ha appena detto (seppur indirettamente) il luminoso (perchè altamente radioattivo) Ministro Scajola. Insomma, questa proposta è la chiara prova di quale sarebbe la politica dello “sgonfiamento” delle bollette: l’energia costa meno solo per le comunità che ospitano la centrale, quindi, per esclusione, ci immaginiamo bollette costanti per tutte le altre comunità che, convenzionalmente, chiamerò “non esemplari”. Poi dovremmo chiederci: se la comunità adiacente al comune “nucleare”, vuole fare l’irresponsabile e rimanere sfacciatamente “denuclearizzato”, come ce la caviamo?

Giusto per farla complicata, torniamo al punto uno: le centrali sono intorno a noi, tanto vale costruirle anche qui. Beh… sono egoisticamente onesto, preferisco un incidente nucleare a Krsko o al di là delle Alpi, piuttosto che nel cuore della penisola. E non è vero che è lo stesso. Andatevi a guardare le foto di cosa è Chernobyl 22 anni dopo (basta fare una ricerca su Google Immagini) e confrontatele con i giardinetti intorno a casa vostra.

Pensiamo poi ai probabili siti nucleari italiani: scartiamo immediatamente le regioni sismiche, a meno che non vogliano fare centrali nucleari sull’Etna, in Calabria, Basilicata, Molise, Puglia, sul Vesuvio, in Umbria, in Toscana, in Emilia, nel Carso, o sui pendii liguri. Questa lista fa decadere la geniale proposta di chi vorrebbe una centrale per regione, cioè quella del luminoso (anche lui per alta radioattività) onorevole Casini. Qualcuno dirà che se il Giappone sismico costruisce centrali, allora le possiamo fare pure noi. Ebbene, pure il Giappone ha avuto il suo incidente e senza neppure bisogno di un terremoto, è bastato un errore umano. Sarò poco patriottico, ma se l’errore umano può avvenire in Giappone, il paese dove i treni sono puntuali al secondo, credo possa avvenire pure nella nostra Italia. Insomma, alla fine non è che andranno a cercare una delle poche regioni italiane a rischio sismico zero, la Sardegna, e ci costruiranno un paio di centrali? Sarebbe un controsenso per l’unica regione energeticamente indipendente dalla rete nazionale, ma alla fine vedrei proprio bene un bell’impianto nucleare tra villa Certosa e Cala di Volpe!

Concludo riportando qualche dato ufficiale e analizzando il perchè è ritornata di moda la centrale nucleare nel giardino di casa nostra. Partiamo dal primo punto: secondo le stime ufficiali USA, l’elettricità da nucleare è la fonte più costosa e senza gli aiuti pubblici il settore nucleare andrebbe in crisi. Giuseppe Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace in Italia dice: “Invece di continuare a perdere tempo sul nucleare, è necessario rendere più facile il percorso autorizzativo delle fonti rinnovabili e lanciare un piano nazionale per l’efficienza energetica. Come dimostra il rapporto elaborato dal Politecnico di Milano per Greenpeace l’efficienza può dare a costi inferiori a quelli di produzione l’equivalente di 15 centrali entro il 2020: è questa e non il nucleare la strada giusta.

Infine il secondo punto: perchè il nucleare è tornato di moda? Beh… per puri interessi economici, ad esempio dell’industria francese. Areva, ad esempio, un’azienda pubblica all’87% è alla ricerca di nuovi mercati e il colosso francese EDF è uno dei gruppi che controllano Edison. Edison appunto, quindi che dire… bentornati in Italia signori…!! Chi fosse curioso di ricostruire la mappa del potere che ruota intorno ad Edison, può cliccare su questo link.