Archivio per Rubbia

Solare?

Posted in Energia e dintorni con i tag on 27 Maggio 2008 by vasodipandora

Rischierò di essere ripetitivo, ma tra tutti i temi che circolano in questi giorni, è ritornato in voga il nucleare e quindi punto deciso su questo tasto. Tuttavia, poichè ne so poco, mi abbandono a ciò che dice un esperto (veramente) riconosciuto a livello internazionale e (solo a parole) pure in Italia. Riporto di seguito una dichiarazione di Rubbia, copiandola pari pari dal blog di Luttazzi di qualche giorno fa, tanto non credo che nè l’uno, nè l’altro se la prendano..!

La cosa scandalosa è che in questi giorni si parla tanto di ritorno a questa tecnologia, ma che gli esperti, quelli veri si vedono o si sentono parlare pochissimo.

“Il petrolio e gli altri combustibili fossili sono in via di esaurimento, ma anche l’uranio è destinato a scarseggiare entro 35-40 anni. Non possiamo continuare perciò a elaborare piani energetici sulla base di previsioni sbagliate che rischiano di portarci fuori strada. Dobbiamo sviluppare la più importante fonte energetica che la natura mette da sempre a nostra disposizione, senza limiti, a costo zero: e cioè il sole che ogni giorno illumina e riscalda la terra”.

“Quando è stato costruito l’ultimo reattore in America? Nel 1979, trent’anni fa! Quanto conta il nucleare nella produzione energetica francese? Circa il 20 per cento. Ma i costi altissimi dei loro 59 reattori sono stati sostenuti di fatto dallo Stato per mantenere l’arsenale atomico. Ricordiamoci che per costruire una centrale nucleare occorrono 8-10 anni di lavoro che la tecnologia proposta si basa su un combustibile, l’uranio appunto, di durata limitata. Poi resta, in tutto il mondo, il problema delle scorie”.

“Non esiste un nucleare sicuro. O a bassa produzione di scorie. Esiste un calcolo delle probabilità, per cui ogni cento anni un incidente nucleare è possibile: e questo evidentemente aumenta con il numero delle centrali.”

“Il carbone è la fonte energetica più inquinante, più pericolosa per la salute dell’umanità. Ma non si risolve il problema nascondendo l’anidride carbonica sotto terra. In realtà nessuno dice quanto tempo debba restare, eppure la CO2 dura in media fino a 30 mila anni, contro i 22 mila del plutonio. No, il ritorno al carbone sarebbe drammatico, disastroso”.

“C’è un impianto per la produzione di energia solare, costruito nel deserto del Nevada su progetto spagnolo. Costa 200 milioni di dollari, produce 64 megawatt e per realizzarlo occorrono solo 18 mesi. Con 20 impianti di questo genere, si produce un terzo dell’elettricità di una centrale nucleare da un gigawatt. E i costi, oggi ancora elevati, si potranno ridurre considerevolmente quando verranno costruiti in gran quantità. Basti pensare che un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l’energia necessaria all’intero pianeta. E un’area di queste dimensioni equivale appena allo 0,1 per cento delle zone desertiche del cosiddetto sun-belt. Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma”.

“I nuovi impianti solari termodinamici a concentrazione catturano l’energia e la trattengono in speciali contenitori fino a quando serve. Poi, attraverso uno scambiatore di calore, si produce il vapore che muove le turbine. Né più né meno come una diga che, negli impianti idroelettrici, ferma l’acqua e al momento opportuno la rilascia per alimentare la corrente”.

Se è così semplice, perché allora non si fa?

“Il sole non è soggetto ai monopoli. E non paga la bolletta. Mi creda questa è una grande opportunità per il nostro Paese: se non lo faremo noi, molto presto lo faranno gli americani, com’è accaduto del resto per il computer vent’anni fa”.

( 30 marzo 2008 )

Risveglio Nucleare

Posted in Energia e dintorni con i tag , , on 23 Maggio 2008 by vasodipandora

Stamani alle 6:30 circa mi risveglio, stordito, nella sala poltrone di un traghetto di rientro dalla Sardegna. Passano i (penosi) titoli del TG5, e il primo, in particolare, si fa notare: “Nucleare”.

Da due giorni non accendevo la tv e per un attimo ho pensato ad un disastro appena accaduto, poi ho visto la faccia di Scajola (attuale Ministro dell’”Inviluppo” economico), e ho capito tutto: la parola “Nucleare” sottolineava la brillante idea di riproporre il nucleare in Italia. Senza neppure aver bisogno di domandarsi se “nucleare-sì/nucleare-no”, la prima ingenua domanda che uno dovrebbe farsi è: in un paese in cui nessuno vuole la spazzatura campana, dove riusciremo a far costruire anche solo una centrale nucleare? La seconda (ingenua domanda) è: in un paese in cui nessuno vuole la spazzatura campana, dove mettiamo le scorie radioattive? La terza è: se per costruire una centrale nucleare e metterla in funzione servono almeno 8-10 anni, come può Scajola dire che si faranno in 5? La quarta è: è davvero conveniente? Io non me ne intendo, ma mi fido più di Rubbia che di Scajola. Concludo rimandando ad un post del 19 maggio scorso riportato nel blog di Daniele Luttazzi, che riportava due righe comparse su Repubblica dello stesso giorno:

“Terremoto in Cina rischio radiazioni danneggiate le centrali nucleari”

… e quindi il commento dello stesso Luttazzi:

“Ooooh! Chi poteva mai immaginare che un terremoto riuscisse a danneggiare delle centrali nucleari? Questa è davvero una piega inaspettata degli eventi. Sapete una cosa? D’ora in poi costruiamole solo in posti dove non ci sono terremoti. Ad esempio qua in Italia.”